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Gruppo "Letture Incrociate"

Dal 2007 la biblioteca di Schio ospita e sostiene gli incontri del gruppo di lettura "Letture incrociate".

Che cos'è il gruppo di lettura "Letture incrociate"?
E' un gruppo di persone che desiderano condividere l'esperienza della lettura.
Il gruppo si ritrova in biblioteca, con cadenza solitamente mensile, sceglie un libro e poi lo discute, non tanto dal punto di vista formale, ma mettendo in rilievo le sensazioni e gli interessi che il libro suscita.
Tutti possono partecipare, senza particolari obblighi, anche solo per ascoltare.

Come funziona?
Chi fosse interessato a partecipare, può rivolgersi agli operatori presso la sala lettura della biblioteca e prendere una copia del libro scelto per il prossimo incontro (il prestito durerà 15 gg.), leggerlo e il giorno dell'incontro presentarsi e partecipare alla discussione.
Conduce il confronto: Giuliana Cavion.

Dove e quando?
Gli incontri si svolgono di sabato pomeriggio alle 15.30 circa presso la Sala riunioni della Biblioteca Civica di Schio.

Titoli letti e discussi 2007-2016Titoli letture incrociate 2007-2016 (45.24 KB)

 

Letture incrociate : le vostre recensioni

Dedichiamo questo spazio alle vostre recensioni sui titoli dei libri letti nel gruppo delle "Letture Incrociate".

"Il senso di una fine" di J. Barnes

"Il senso di una fine" di J. Barnes

 

Mandateci la vostra recensione!

 


 

 

"La breve favolosa vita di Oscar Wao" di J. Diaz"La breve favolosa vita di Oscar Wao" di J. Diaz

Un libro particolare, scritto con un linguaggio giovanile un po' misto fra lo slang e il nerd.
Si fa un po' fatica a seguirlo per le varie postille riferite agli eventi storici o altre precisazioni linguistiche, tuttavia la trama rimane comprensibile.
E' la saga di una famiglia di cui Oscar è il figlio dolce, gentile, ossessionato dalle ragazze, brutto, grasso, in difficoltà nei rapporti sociali e per questo dedito ai giochi di ruolo o di fantasia.
Il romanzo ci fa entrare in un mondo molto diverso dal nostro, con le tipicità caraibiche: sesso, violenza, passione, istintività, crudeltà che catturano il lettore, lasciandolo a volte attonito.
Ritengo che il titolo sia stato un po' fuorviante perchè Oscar, che dovrebbe essere il personaggio principale, in realtà risulta marginale mentre molto più determinante è la figura della madre.
La scrittura è molto bella ed efficace; un libro da rileggere per apprezzarne meglio il contenuto e il valore.
Morena

 

"La solitudine dei numeri primi" di P. Giordano

"La solitudine dei numeri primi" di P. Giordano

 

Mandateci la vostra recensione!

"Rosa candida" di A.A. Olafsdottir"Rosa candida" di Audur Ava Olafsdottir

Un personaggio "candido", proprio come l'aggettivo del titolo, questo Lobbi che a 22 anni diventa padre senza esssere marito.
A seguito di un lutto famigliare e forse anche un po' oppresso psicologicamente in famiglia, decide di non proseguire gli studi universitari per inseguire un suo desiderio: risistemare un famoso roseto in uno sperduto monastero.
Il suo tran tran quotidiano viene interrotto dall'improvviso arrivo della sua "compagna per 1/5 di notte" e da sua figlia. La compagna gli chiederà di prendersi cura della bimba mentre lei preparerà una tesi di studio.
Lobbi accetta, è un caro ragazzo, premuroso, gentile, accondiscendente, un po' strano perchè non cerca compagnia d coetanei o divertimenti vari.
Si appaga di questo ruolo di padre in cui si immerge con coscienza, impegno e sentimento.
Lobbi non si sente soffocato da responsabilità, al contrario trarrà da questa esperienza nuovi insegnamenti ed il desiderio di crearsi una famiglia.
Al contrario Anna, la quasi compagna, cui i panni di madre o moglie stanno stretti, anela a fare nuove esperienze, vivere più intensamente e non restare confinata fra le sole responsabilità di madre e/o compagna.
Questo libro vuol rappresentare il percorso di Lobbi per la proprio crescita individuale, il suo viaggio per maturare, crescere e trovare la propria direzione. Questa maturazione individuale viene espressa attraverso metafore quali la foresta, simbolo di pericoli oscuri (dubbi e confusione mentale) , il cibo che fa diventare grandi (lenta maturazione e presa coscienza della propria paternità), il giardino sistemato (il cuore appagato che ha trovato il senso della propria vita).

Morena

***

Mi interessava poi vedere come fosse stato reso il titolo in diverse lingue e fra quelle trovate il danese ("Stiklingen", cioè "talee"), non a caso, è risultata quella più vicina.
Al di là di questi aspetti prettamente linguistici, questo romanzo fortemente simbolico (basti pensare alla simbologia legata al numero 7 che ricorre costantemente nel romanzo e all'immagine della rosa candida detta anche rosa celeste) è denso di temi fondamentali quali la morte, il miracolo della vita e l'amore, questioni che il giovane protagonista si trova ad affrontare tutte assieme. Profondamente colpito dalla perdita della madre, vittima di un incidente automobilistico, dalla quale ha preso la passione per le piante e la loro cura, Lobbi diventa assai sensibile verso questo aspetto ineluttabile della vita umana, tanto da rivolgervi il pensiero molto più spesso di quanto egli ritenga normale per un ragazzo della sua età. Tutto sembra parlargli della morte, dal ferma capelli dell'infermiera che lo aiuta ("...noto che ha una spilla verde a forma di farfalla tra i capelli lucenti. La persona che si prende cura di me nell'ultimo quarto d'ora della mia vita porta tra i capelli un simbolo della vita nell'aldilà" p. 20) alla nascita della figlia, per quanto assurdo possa sembrare ("- Che cos'è che non ti aspettavi? - Di pensare alla morte. Ti nasce un figlio e sai che un giorno dovrà morire."p. 73).
Un altro aspetto che occupa i pensieri del giovane Lobbi, oltre a quello più terreno della corporeità, è il misterioso dipanarsi della fatalità e del caso; più volte il protagonista riflette sul mistero che attraversa innumerevoli generazioni e che sta sfocia nel concretizzarsi del miracolo della vita, quella della sua bimba, ma anche la sua e degli altri esseri umani.
Il romanzo presenta anche dei tratti "soprannaturali", come ad esempio le apparenti capacità taumaturgiche della piccola, sebbene venga da pensare, più che a doti curative paranormali, ad un semplice effetto di distrazione dai propri acciacchi che la vitalità di un bimbo riesce ad esercitare sugli adulti, specialmente anziani.
L'altro elemento costante è la luce che ritorna in numerosi passaggi (sia quando la bimba è appena nata "Attorno alla bimba c'era molta luce" p. 77, sia quando mamma e figlia raggiungono il padre "Pare che si sprigioni una specie di luce da questa creatura che ora tende le braccia verso di me." p. 129, e "Nello stesso istante in cui madre e figlia hanno messo piede qui, in questo mio primo esperimento abitativo, è come se ogni cosa si fosse illuminata, come se l'appartamento si fosse riempito di luce." p. 131) e che accomuna la bimba alla sua nonna paterna ("E poi dove c'era la mamma brillava sempre il sole, indipendentemente dal tempo. In qualche modo, era radiosa. Nelle foto è come se avesse un riflettore puntato addosso..." p. 132). Non è un caso che questa bimba, di cui si dice che avrebbe potuto chiamarsi Anna (come la madre e la stessa nonna paterna), incarni nel suo nome due delle più spiccate caratteristiche della nonna: la passione per le piante (Flóra) e la luminosità (Sól).
Per concludere con un accenno all'altro tema del romanzo, quello dell'amore, esplorato nelle sue diverse forme (amore filiale, fraterno, per la natura, per le diverse forme d'arte), mi sembra che l'altra traduzione di afleggjarinn potrebbe ben adattarsi al percorso di crescita e di scoperta del protagonista il quale, seguendo strade secondarie che lo portano lontano da casa e dagli affetti più vicini, scopre di amare la donna che "per caso" è diventata la madre della sua bimba.

Michela

 

"L'amante" di A.B. Yehoshua

"L'amante" di A.B. Yehoshua

Un romanzo lineare, a sei voci narranti  dove i fatti vengono raccontati in base alla propria ottica.
Il titolo è ingannevole in quanto non c'è erotismo, nè chissà quali tresche amorose, anche se un amante c'è....
Un amante un po' strano, vulnerabile, indifeso, per il quale si prova un istintivo bisogno di protezione ma che, tuttavia, ha saputo approfittare delle occasioni a lui più propizie.
E' un libro che evidenzia diverse problematiche: i rapporti fra coniugi, fra genitori e figli, la solitudine, l'incomunicabilità e i vecchi rancori e pregiudizi fra ebrei ed arabi.
Inoltre è un romanzo ricco di simbologie e i suoi personaggi sono veri, naturali fatta eccezione per Asya, la moglie intellettuale, sciatta, perennemente indaffarata.
E' l'unico personaggio sfuggente, di cui non si comprende  bene il carattere.
Molto efficace, invece, è la descrizione di Vannuccia, la nonna che a seguito di una non ben precisata malattia precipita in uno stato che va dal minerale, al vegetale ed infine animale.
In questa sua trasformazione, anche la scrittura si modifica tanto da confondere e sconcertare il lettore.
Questo mutamento mi ha fatto pensare al rapporto fra ebrei ed arabi.
Dapprima è freddo come una pietra (regno minerale), poi diventa germoglio che cerca di attecchire (regno vegetale), simbolo di uno spiraglio per una comprensione e reciproca convivenza pacifica fra i due popoli ed infine bestia (regno animale) quando gli antichi pregiudizi ed incomprensioni prendono il sopravvento.
Un libro che ho letto volentieri ma che ti lascia in sospeso, senza risposte......con un un po' di amarezza in più.

Morena (21/10/2013)

  La trilogia della città di K. di Kristof Agota

 Romanzo strano, inquietante, surreale. La sua scrittura semplice, netta, perentoria quasi come   un ordine militare, ben rende l`idea della guerra, della miseria, delle restrizioni e delle crudelta` in cui e` ambientata la vicenda.

Si prova un senso di confusione e smarrimento ma forse e` proprio questo l`intendimento della scrittrice: far comprendere la solitudine, l`amarezza e il senso di abbandono.

Il libro e` suddiviso in 3 parti:

- Il quaderno (i due gemelli, protagonisti del romanzo, vengono affidati alla nonna materna che vive ai margini del bosco come una strega. Imparano presto ad adattarsi al modo rude e duro di vivere della nonna);

- La prova (i gemelli si separano: uno rimane a vivere con la nonna mentre l`altro fugge.)

Le idee si confondono e il lettore a volte dubita dell`esistenza di un fratello.

Menzogne e verita` si alternano.

- La grande menzogna (Viene svelato il vero fatto che ha portato alla separazione dei gemelli.

Ognuno seguira` il proprio cammino di vita fino a ritrovarsi per negare di essere fratelli.

Un mixer di amore, astio, rassegnazione, ribellione, verita` e menzogne , un male di vivere rappresentativi di un paese liberato da un nemico e invaso da un altro.

Libro intrigante ma che si legge volentieri per la sua genialita` e la scrittura asciutta.

Ed e` proprio lo scrivere il senso di questa fiaba nera, perche`, come si dice nel romanzo, solo la scrittura salva l`esistenza. 

Morena (11/11/2014)

***

 

Romanzo caleidoscopico, progettato e costruito magistralmente dall’autrice. L’immagine che mi si presenta pensando a quest’opera assai complessa è un labirinto di specchi, dove ci si smarrisce e si finisce per smarrire anche la percezione di ciò che è reale e di ciò che invece è pura creazione della fantasia. Il pensiero che accompagna la lettura della prima parte è “Non può essere vero”. La mente del lettore si rifiuta di credere che tale abiezione possa essere reale. Se la lettura è solitamente accompagnata da una naturale “suspension of disbelief” che ci permette di farci coinvolgere emotivamente dalla storia narrata, in questo caso una parte della mente del lettore lotta per non cedere a questa naturale “sospensione dell’incredulità”, proprio perché tanto disumano degrado risulta insopportabile. L’ultima parte - “La terza menzogna” – sembra confortare il lettore, con la sua caleidoscopica esplosione di versioni della stessa storia; perdendo il punto di riferimento sicuro da cui osservare (e di conseguenza giudicare) i fatti raccontati, si arriva a considerare anche la prima parte – il grande quaderno – solo una delle possibili creazioni narrative. Eppure è una consolazione di breve durata, perché ci si rende facilmente conto che questo trittico è una grande quadro metaforico di uno dei periodi storici più tragici del paese di origine della scrittrice e non un “semplice” esercizio letterario-filosofico-psicologico. Come consigliato da Giuliana, va assunto a dosi omeopatiche, ma è un ottimo rimedio contro l’intorpidimento delle coscienze.

Michela (11/11/2014)

 La cripta dei Cappuccini di Joseph Roth

Narra la vita trascorsa in piacevole ozio del giovane Trotta, erede di una famiglia resa nobilitata da un antenato che aveva salvato la vita all`imperatore austro\ungarico durante la battaglia di Solferino. Questo suo tranquillo vivere sara` interrotto dalla 1 guerra mondiale che lo vedra` prigioniero dei russi. Non sembra tuttavia che la guerra gli riservi un brutto trattamento e riuscirà a tornare a casa sano e salvo. Qualcosa e` cambiato pero` dentro di lui; non riesce a collocarsi nel nuovo sistema ed e` impossibile rientrare in quello precedente. Anche il suo matrimonio, contratto prima della partenza per la guerra, non ha radici o senso per continuare. E` una ricerca nostalgica di una identita`, difficile da trovare forse anche perche` non c`era nemmeno prima. Trotta era un uomo che viveva secondo le mode e il dettame dell`impero ed ora si trova completamente spaesato.

Ho trovato il libro ricco di tematiche (lo snobismo della nobiltà, il protocollo nello stile di vivere, le convenienze, la guerra, l`omosessualità, la crisi di identità).....tutti problemi di notevole interesse ma solo sfiorati, accennati proprio perchè simboli di un prossimo decadentismo. La scrittura del libro infatti, lineare, chiara, semplice, descrive in maniera convincente ed efficace un mondo fatto di convenzioni, che non sa staccarsi dalle glorie del passato e non sa più dove andare.

 Morena (27/11/2014)

 

 

 Il grande Gatbsy di F. Scott Fitzgerald

 

Il romanzo si svolge negli anni del proibizionismo(1920 circa) ed e` ambientato fra Long Island e New York, con un continuo rimpallo fra la East Coast e la West Coast, simboli di due mondi diversi. La East Coast e` rappresentativa del lusso esagerato, del successo, dell`ostentazione, gli abitanti della West Coast invece, pur desiderando un benessere sociale, hanno altresi`una loro etica morale. Il personaggio principale e`Gatsby, un giovane che insegue il sogno romantico di riconquistare la sua amata diventando ricco e famoso. Una personalita` complessa la sua, un misto di romanticismo, di proibito, di mistero, di sfida ma anche di una semplicita` disarmante: inseguire un ideale di donna,sapendo che raggiunto lo scopo tutto sara` piu` pesante. La donna, Daisy, e` una ragazza frivola, vuota, annoiata, dalla voce piena di monetine, sposata ad un uomo rozzo e prepotente, Tom. Anche la loro amica, Jordan, non risulta essere un personaggio positivo, in quanto snob, cinica e anche imbrogliona. L`unico a salvarsi e` il narratore, Nick, persona onesta, normale, educata e che non giudica.

Un buon libro di cui mi ha colpito in modo particolare la profusione di colori.

Il bianco (i vestiti bianchi, le finestre bianche, l`adolescenza di Daisy bianca....) che rappresenta il sogno o l`ideale da inseguire;

l`azzurro o il blu che rappresentano la lievita` e la gaiezza;

il rosa (il salone della casa di Daisy, i drappeggi) simboli di stucchevolezza, caramellosita` dell`ambiente,

il cenere (la ferrovia, i carri, le case grigie nella terra di mezzo fra N.Y e Long Island) a significare la banalita` e la quotidianita` della povera gente

l`oro, soprattutto nella casa di Gatsby, a sinonimo del lusso, dell`ambizione.

A dispetto di tutto questo apparire,una solitudine morale che non risparmia neppure il grande Gatsby, alias James Gatz, il suo vero nome.

Morena (13/1/15)

 

 Cuore di cane di M.A. Bulgakov

Un cane randagio, ferito, viene raccolto per strada da una famoso medico, rifocillato e una volta in salute, viene trasformato, mediante la sostituzione dell`ipofisi, in un uomo. E` la storia di Sarik (Pallino), cane/uomo creato in ambulatorio. Tutti i passaggi dell`intervento chirurgico sono descritti in maniera dettagliata creando nel lettore,( almeno in me) un senso di ansia e angoscia per le sorti di quel cane. Dopo questa sua trasformazione Sarik manifestera` tutte le bassezze e crudelta` di cui e` capace l`uomo al contrario dell`indole adattabile di un animale, generando situazioni comiche e paradossali che costringeranno il suo creatore ad una soluzione inaspettata. Libro satirico, grottesco, riflesso di una Russia in rivoluzione, tuttavia molto attuale in quanto rappresenta un avvertimento per tutti quegli esperimenti genetici che forzano la natura del genere umano e non.

Morena (12/2/15)

 

 

 

 

 Camera con vista di E.M. Forster

Lucy è una giovane inglese che viaggia in Italia con la cugina Charlotte.
Durante il loro soggiorno a Firenze, le due donne alloggiano alla pensione Bertolini, che ospita altri cittadini inglesi. Al loro arrivo, Lucy e Charlotte sono deluse dalla veduta della loro camera e mentre si lamentano un ospite della pensione, il Signor Emerson offre la propria camera e quella del figlio George dato che le loro stanze si affacciano sull'Arno.
Inizialmente rifiutano con decisione, ritenendo che accettare le porrebbe in debito ma alla fine accettano.
Lucy incontra spesso gli Emerson in giro per Firenze e nonostante i loro modi siano inopportuni e ritenuti socialmente inaccettabili dagli altri pensionanti, sono simpatici a Lucy. Un pomeriggio, mentre la ragazza visita in solitudine la città, assiste ad un omicidio. Per caso George è vicino e la soccorre quando sviene. Mentre ritornano alla pensione seguendo il Lungarno, i due hanno una conversazione stranamente intima.
Lucy è perplessa dai sentimenti che sta cominciando a nutrire verso George e decide di cominciare a evitarlo. Tuttavia entrambi finiscono con il partecipare ad una gita in carrozza fino a Fiesole. Lucy si ritrova a camminare da sola con George che improvvisamente la bacia. Sconvolta per i nuovi sentimenti che stanno maturando in lei Lucy decide di partire per Roma dove trascorrera' del tempo con Cecil , un uomo la cui famiglia è in rapporti di amicizia con la sua. Cecil si propone a Lucy ma lei lo respinge.
Lucy torna in Inghilterra dove Cecil rinnova la sua proposta di matrimonio.
Lucy accetta.
Cecil è un londinese sofisticato e snob che disprezza i modi dei gentiluomini di campagna ma e' un buon partito. Il vicario del villaggio, annuncia l'arrivo di nuovi inquilini che hanno affittato un vicino cottage. Si scopre trattarsi degli Emerson.
Il fratello di Lucy, Freddy, fa amicizia con George e lo invita a giocare a tennis una domenica. Lucy e'imbarazzata al pensiero di incontrare insieme George e Cecil ma, riesce a comportarsi con cortesia. Cecil, che snobba lo sport, si diverte invece a disturbare il gioco degli altri leggendo a voce alta un romanzo nel quale viene raccontato il bacio fra Lucy e George.
Furiosa e sempre piu' consapevole delle differenze che la separano dal fidanzato rompe il fidanzamento e decide dii partire per la Grecia .Incontra per caso il Signor Emerson padre che le fara' capire di essere innamorata del figlio.
La storia si concludera' serenamente a Firenze.

Il libro rappresenta la metafora per una nuova visione sulla vita. La camera, intesa come luogo chiuso, simboleggia una mentalita' chiusa, repressa, medievale, mentre "con vista" indica uno spazio mentale ampio, aperto a nuove idee e sentimenti, una visione rinascimentale.
Il libro e' una tipica espressione dell'Inghilterra dell'800, lento e pesante, ma molto efficace nell'interpretazione di quel mondo vittoriano cosi' in contrasto con quello italiano.
Un libro che segue la crescita intellettuale di Lucy, il suo passaggio da una mentalita' dedita alla sottomissione, all'altrui volere ad una conoscenza piena dei suoi desideri e della propria volonta' e capacita' di decidere.